Qualsiasi materiale utilizzato nei campi dell’industria ha uno specifico metodo di lavorazione, che deve tenere conto delle proprietà fisiche e chimiche del materiale per poterlo scomporre, lavorare e modellare a piacimento.
I metalli, ad esempio, devono essere portati alla fusione per poi passare attraverso determinati processi che andranno a regolare valori come la malleabilità e la duttilità.
Materiali più complessi, invece, devono essere scomposti attraverso metodologie chimiche per poter arrivare al materiale principale.
Altri materiali, invece, vengono scomposti per un fattore di sicurezza: basti pensare alle batterie al piombo, che vengono scomposte in modo da riciclare le plastiche e i metalli che le compongono per poi neutralizzare il piombo presente all’interno.
I materiali plastici, nonostante vengano considerati molto meno preziosi e quindi con un minore livello di attenzione nella lavorazione, non sono da meno e devono seguire una coda di processi per essere lavorati.

Lavorazione e stampaggio materie plastiche

Lo stampaggio delle materie plastiche
Uno tra i processi più utilizzati per la lavorazione della plastica è lo stampaggio, che si divide principalmente in stampaggio ad iniezione e stampaggio a soffiaggio.
Con lo stampaggio a fusione, il materiale plastico viene prima fuso e in seguito iniettato in degli stampi chiusi che sono caratterizzati dalla presenza di una pressione molto elevata.
Ciò avviene attraverso delle presse meccanizzate dotate di una forza di chiusura che arriva all’ordine delle migliaia di tonnellate.
Il materiale viene poi lasciato nelle presse fino al completo raffreddamento.
Nello stampaggio a soffiaggio, invece, avviene con una metodologia completamente differente.
Il materiale plastico, inizialmente sotto forma di ‘bolla’ o ‘ampolla’ instabile, viene inserito in una forma e modellato tramite il soffiaggio di aria all’interno della forma stessa, andando ad espandere le pareti della plastica che andranno ad ottenere la forma desiderata.
In seguito, l’oggetto viene fatto raffreddare e viene estratto dalla forma.
Questo metodo è molto utilizzato per la produzione di oggetti in vetro cavi: un esempio lampante è la costruzione di bicchieri, bottiglie, piccoli vasi e tutto ciò che ne concerne.

La vulcanizzazione
La vulcanizzazione è invece un processo di lavorazione dei materiali plastici che si differenzia dallo stampaggio per una caratteristica principale: se lo stampaggio va a modificare la forma dei materiali plastici, la vulcanizzazione va a modificare le proprietà fisiche di questi ultimi.
Tramite questo processo, infatti, è possibile riutilizzare plastiche come quelle dei pneumatici usati per ottenere un nuovo materiale con una grande elasticità e, di conseguenza, una maggiore resistenza all’estensione.
Questo processo viene attivato tramite l’utilizzo, sul tipo di plastica da utilizzare, di una sostanza sintetica detto elastomero, oltre ad una serie di additivi che variano in base a come si vogliono cambiare le proprietà della plastica.

L’estrusione
Altro processo di lavorazione dei materiali plastici è l’estrusione.
Questo metodo di lavorazione consiste nel comprimere il materiale in una sagoma che andrà a donare la forma alla struttura che si vuole creare.
Nel caso la struttura che si vuole ottenere sia cava, all’interno del foro verrà passata un’ennesima sagoma per formare una superficie interna omogenea e liscia.
Questo processo viene utilizzato principalmente per la costruzione di strutture con dimensioni e forma costanti.
Un esempio sono i vari tubi metallici o plastici, le lastre e tanto altro.

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