Rossano Madia

Si rende noto che l’ex Dirigente nazionale Roberto Pau è stato rimosso dall’incarico politico di Coordinatore Valle D’Aosta e non è più aderente al Partito Rinnovamento per l’Italia in quanto è pubblica la sua immediata adesione ad altro Partito. Mentre l’Incarico di ex Segretario nazionale è decaduto per disposto azzeramento degli incarichi da parte dell’Esecutivo nazionale, non più riassegnabile causa pervenuta disdetta.

Si rende noto che l’ex Dirigente nazionale Rossano Madia è dimissionario è pertanto il ruolo politico sia di Dirigente nazionale che di Coordinatore nazionale del Dipartimento Difesa e Sicurezza e decaduto per sopraggiunte dimissioni, inoltre avendo recentemente manifestato mezzo web il suo interesse ad aderire ad altro Partito, l’Esecutivo nazionale di RPI ha ritenuto corretto revocargli l’adesione al Partito concessagli a suo tempo.

I sopra elencati Signori non rappresentano più in alcun modo o maniera il Partito Rinnovamento per l’Italia ne per territorialità ne per quanto attiene Dipartimenti o Organismi di Rinnovamento per l’Italia e si diffidano dall’eventuale anche occasionale utilizzo di Titoli e rappresentanze del Partito e suoi Organismi non in vigore per cessazione di incarichi.

Il Segretario nazionale

Francesco Maurizio Mulino

ROSSANO MADIA SCRIVE ALL’ON. MARONI
Milano 28/07/2015
A: Presidente Regione Lombardia On. Roberto Maroni
Dipartimento Sicurezza e protezione civile Regione Lombardia Comunicato a mezzo PEC: presidenza@pec.regione.lombardia.it sicurezza@pec.regione.lombardia.it
OGGETTO: GUARDIE PARTICOLARI GIURATE – RICHIESTA INTERVENTO
Egregio Presidente Maroni, quale persona da sempre attenta ai problemi sociali e a fianco degli operatori di sicurezza , desidero sottoporle una questione molto delicata che sta creando un vero e proprio allarme sociale con un fenomeno che mette giornalmente in mezzo la strada disoccupati padri di famiglia armati, un fenomeno che giorno dopo giorno dilaga. Nella Milano, vetrina mondiale e città dell’Expo è ben cresciuta la richiesta di sicurezza sussidiaria e la domanda per gli istituti di vigilanza aumenta notevolmente di giorno in giorno, paradossalmente nonostante il lavoro aumenti per gli istituti di vigilanza, l’attuale e disastroso Job act varato dall’attuale
governo impegnato ad occuparsi solo a mantenere clandestini e ad aumentare tasse sta determinando una situazione disastrosa e penosa, si sta infatti creando un esercito di precari mal retribuiti, armati e poi lasciati senza lavoro, per gli istituti di vigilanza fa comodo infatti poter contare su una miriade di persone disocupate da assumere con pochi spiccioli e sopratutto senza diritti, pertanto operatori esperti con anni di esperienza si stanno trovando giorno dopo giorno senza diritti , in disoccupazione con una Naspi che tarda ad arrivare nonostante le varie interrogazioni parlamentari effettuate da varie forze politiche.
Episodio allarmante è il modo in cui ATM, società comunale per i trasporti pubblici del comune di Milano effettua da tempo ricerche per guardie giurate da assumere con stipendi da fame ( 1000 euro circa senza idennità ). Nonostante il Decreto del Presidente delle Repubblica 4 agosto 2008 n. 153 prevede all ‘ art. 250 due distinte formule di giuramento e nello specifico al comma quarto, riserva alle guardie giurate che esercitano pubbliche funzioni attribuite dalla legge un giuramento a parte con un iter diverso atto a riconoscere la qualifica di polizia giudiziaria e dunque a dar maggior tutele alle guardie giurate impiegate in tali servizi , per ATM non è necessario seguire questo iter, probabilmente per sottopagare gli operatori.
Le guardie giurate ATM dunque sono destinate alla tutela dei beni e inquadrate con un contratto totalmente diverso da quello della vigilanza , senza indennità di funzione e senza buoni pasto giornalieri, immaginate pure la difficoltà degli addetti alla sicurezza a gestire una situazione con un soggetto alterato in movimento e in mezzo alla gente, senza tutele e senza qualifiche adeguate.
Ritengo eclatante che le istituzioni e il comune di Milano possano accettare una situazione del genere, mi domando inoltre per quale motivo nessuna organizzazione sindacale abbia preso posizione.
Egregio presidente la situazione è molto più grave di quel che si pensi, Milano e la Lombardia hanno bisogno di sicurezza e di professionisti e non di personale armato e messo in mezzo alla strada senza una opportuna formazione e senza esperienza, per garantire sicurezza si deve stare in sicurezza.
Da una recente riunione svoltasi con i vertici del partito, con il segretario nazionale Mulino e il presidente Vallelunga si è individuata una soluzione che permetterebbe di aver maggior tutele alle guardie giurate, o meglio l’istituzione presso le prefetture di un albo dove far attingere gli istituti di vigilanza prima di decretare e armare nuove risorse che saranno poi disoccupati armati.
Resto a disposizione per ulteriori colloqui e ci rendiamo da subito disponibili ad aprire un tavolo di collaborazione per proporre soluzioni adeguate alla risoluzione della problematica.
Saremmo lieti se potesse invitare i spett.li prefetti a prendere in considerazione per ragioni di ordine pubblico le guardie giurate già formate e dirossano madiasocupate.
Ringrazio per l’attenzione prestata e resto in attesa di Suo cortese riscontro.
COORDINATORE NAZIONALE
DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE
PER LA DIFESA E LA SICUREZZA
Rossano Madia

Leggiamo con amarezza su varie testate giornalistiche della squallida aggressione subita dai poliziotti della squadra mobile ad opera probabilmente degli antagonisti dei soliti centri sociali di Milano che per esprimersi come spesso accade usano metodi oltraggiosi, illeciti e prepotenti come tirare sassi sui poliziotti e buttar loro addosso della vernice rossa, quasi a voler dimostrare che loro sono più forti della Polizia, dello Stato, ingenui come sempre si dilettano a provocare e danneggiare chi rappresenta la Legge. Forse il loro intento è quello di trasmettere ai cittadini la loro incapacità al dialogo? alle azioni nella legalità? oppure pensano di essere loro la Legge? o di poterla scrivere loro a loro esclusivo gradimento? Impensabile che dinnanzi a tale episodio il governo e il ministro dell’ interno non prenda una posizione ferma e decisa per perseguire chi compie questi ignobili gesti. Auspico che tale episodio non passi inosservato e che vengano presi seri provvedimenti. Ma ad oggi sembra che la Politica pensi solo a come far riconoscere i poliziotti numerandoli, ed a tutelare le Minoranze appartenenti ad una certa area……. Siamo certi e fiduciosi che la magistratura farà luce su questo caso perseguendo i fautori dell’aggressione alla polizia in modo da far passare il messaggio che chiunque aggredisce la polizia di Stato è perseguito con pene certe e dure. Quale coordinatore nazionale del dipartimento difesa e sicurezza e dirigente nazionale dello staff della segreteria politica del partito politico Rinnovamento per l’ Italia, non posso esimermi dall’esprimere piena solidarietà ai poliziotti umiliati e non tutelati adeguatamente. Noi condividiamo quanto dichiarato dal Coisp. Il presidente di Rinnovamento per l’ Italia Paola Graziella Vallelunga e il segretario nazionale Francesco Maurizio Mulino in una recente riunione, hanno espresso la loro vicinanza ai poliziotti rendendosi da subito disponibili ha promuovere una politica di maggior tutela per gli agenti del Comparto Sicurezza.

Rossano Madia Coordinatore Provinciale per Pavia del Partito Politico Rinnovamento per l’Italia dice: ìn un paese dove l’età pensionistica diventa sempre più lunga e dove ci si Laurea in età molto   avanzata rispetto ad altri paesi dell’unione europea ritengo discriminante l’attuale limite di età posto nei   concorsi per l’accesso alle forze dell’ordine.  In materia si è gia espressa la direttiva europea 2000/43/CE con lo scopo di favorire la partecipazione di  tutte le persone alla società democratica, attraverso azioni che rendano effettivo il principio della parità di   trattamento nell’ambito dell’attività lavorativa dipendente o autonoma, come anche in altri ambiti.  Auspico dal Governo un abrogazione dell’attuale normativa posta in essere nei concorsi di accesso   particolarmente quelli dei corpi di Polizia e Militari.  Quale vice coordinatore del Dipartimento Difesa e Sicurezza e Commissario Speciale per la regione Puglia   del Partito politico Rinnovamento per l’Italia posso assicurare che R.P.I. sarà pronto come sempre a dare   battaglia affinché i cittadini italiani si vedano riconosciuti i propri diritti e affinché la democrazia e le pari   opportunità siano sempre valori garantiti nella società civile. Qualche ora fa mi è arrivata la conferma   dall’Esecutivo Nazionale del Partito, Il nostro Presidente Paola Graziella Vallelunga comprende appieno   questa problematica e mi ha assicurato che diventerà presto punto programmatico nazionale del Partito.